Nella seconda parte della nostra serie di blog in tre parti sui minerali di conflitto, esploriamo le complessità della catena di fornitura globale nel tracciare i minerali di conflitto, secondo quanto evidenziato da uno studio del 2023 dell' U.S. Government Accountability Office (GAO) (Ufficio di responsabilità amministrativa del governo degli Stati Uniti). Nonostante gli sforzi e gli strumenti come i programmi di audit, molte aziende incontrano difficoltà a causa della scarsa visibilità e della complessità delle catene di approvvigionamento dei fornitori, con il 43% delle aziende che cita questo aspetto come uno dei principali ostacoli. A tutt'oggi, sono ancora diffuse la non conformità e la presentazione di dichiarazioni incomplete, il che sta a indicare una percezione di scarsa applicazione delle norme. Con l'avvicinarsi della scadenza della SEC del 2023, fissata per il 30/05/24, le aziende stanno riesaminando i loro programmi sui minerali di conflitto e stanno prendendo in considerazione strumenti di automazione come la Conflict Mineral Platform di Accuris e l'outsourcing (esternalizzazione) dei servizi a fornitori esterni.
I dati emersi da uno studio condotto nel 2023 dal Government Accountability Office (GAO) statunitense, sulla base dei documenti depositati presso la SEC, dimostrano che le determinazioni delle aziende in merito alla Reasonable Country of Origin Inquiry (RCOI) non sono cambiate in modo significativo dal 2015. L'analisi del GAO ha determinato che, nel 2022, solo il 51% circa delle aziende esaminate ha effettuato determinazioni preliminari e che il 53% delle aziende che hanno svolto ulteriori verifiche di due diligence non è stato in grado di determinare se i minerali presenti nei propri prodotti provenissero effettivamente dai Paesi soggetti alla normativa sui minerali di conflitto.
Sebbene il GAO abbia scoperto che molte aziende utilizzavano strumenti e programmi standardizzati, come programmi di audit, schemi di tracciabilità, sondaggi tra i fornitori, ecc., per determinare la provenienza dei propri minerali, molte aziende hanno incontrato parecchi ostacoli in questo processo. Alcune aziende hanno segnalato di aver avuto difficoltà a causa della mancanza di accesso alle complesse catene di approvvigionamento dei fornitori. Il GAO ha riscontrato che circa il 43% delle dichiarazioni del 2022 indicava come principale difficoltà la mancanza di visibilità e la complessità delle catene di approvvigionamento dei fornitori, in linea con i risultati del GAO per il 2021. Nel 2022 il GAO ha riscontrato che il 78% delle aziende ha dichiarato di utilizzare il modello di segnalazione dei minerali di conflitto come strumento di indagine.
Nello stesso studio, il GAO ha scoperto che alcune aziende presentavano relazioni incomplete e altre non presentavano alcuna relazione, poiché ritenevano improbabile che la SEC avrebbe intrapreso azioni coercitive in caso di inadempienza. Analogamente agli anni precedenti, il GAO ha riscontrato che nel 2022 il 56% delle relazioni presentate indicava che le aziende avevano ricevuto dai propri fornitori informazioni inaccurate o incomplete. In questo contesto, il 48% delle relazioni presentate nel 2022 indicava che non tutti i fornitori avevano risposto alle richieste di sondaggio delle aziende.
Sulla base delle risorse fornite dalle parti coinvolte nel settore, il GAO riferisce che molte aziende stanno adottando misure di due diligence più estese in risposta alle normative internazionali e alle crescenti pressioni da parte dei consumatori e dell'industria. Una di queste normative è il regolamento dell'UE sui minerali di conflitto, entrato in vigore nel 2021; questo documento presenta differenze significative rispetto alle norme definitive della SEC statunitense.
L'attuale panorama normativo in materia di minerali di conflitto, gli obblighi di rendicontazione e le politiche dei singoli produttori sono complessi. Mentre la scadenza per la presentazione dei documenti alla SEC nel 2023 è ormai vicina (30 maggio 2024), molte organizzazioni stanno riesaminando i propri programmi relativi ai minerali di conflitto e stanno considerando le varie opzioni per renderli meno onerosi.
Le aziende stanno riesaminando i propri programmi e le proprie politiche in materia di minerali di conflitto per garantire che siano in linea con le normative vigenti, gli obiettivi dei propri clienti e la propria identità aziendale. Stanno prendendo in considerazione strumenti di automazione come la Conflict Mineral Platform di Accuris per automatizzare l'approvvigionamento e la valutazione delle informazioni sui minerali di conflitto, monitorare i parametri necessari per la rendicontazione e l'inserimento nelle proprie relazioni sui minerali di conflitto (per le aziende che rendicontano alla SEC statunitense) e generare il proprio CMRT da condividere con i propri clienti. Molte aziende stanno esternalizzando i propri progetti relativi ai minerali di conflitto a fornitori di servizi come Accuris per beneficiare della loro esperienza e del risparmio sui costi.
I prossimi blog approfondiranno ulteriormente il tema dell'RCOI e della due diligence relativa ai minerali di conflitto nelle catene di fornitura dell'industria elettronica.