Guida introduttiva ai requisiti di conformità dei materiali più importanti per i prodotti elettronici
I prodotti elettronici moderni sono soggetti a un numero elevato e in continua evoluzione di requisiti di conformità relativi ai materiali. Questi requisiti riguardano anche restrizioni sulle sostanze, obblighi di segnalazione e obblighi di conservazione dei dati. Variano a seconda della regione (Europa, Stati Uniti, Cina continentale, ecc.) e del tipo di prodotto (dispositivi medici, giocattoli, attrezzature industriali, ecc.). Alcune normative prevedono delle esenzioni che scadono dopo determinati periodi di tempo e riguardano solo determinate applicazioni, quindi rimanere al passo con tutte queste normative a livello di prodotto diventa complesso.
Quando chi fabbrica prodotti elettronici cerca di rispettare le normative, in genere esamina tutti i componenti, i materiali e le sostanze che utilizza. Valuta ogni singolo componente e deve determinare se è conforme a tutte le normative pertinenti. Naturalmente, è preferibile disporre di queste informazioni e utilizzarle durante il processo di selezione dei componenti, ma molte aziende devono valutare anche prodotti già progettati. I migliori strumenti del settore, come Accuris BOM Intelligence, supportano entrambi questi casi.
Le normative sulla conformità dei materiali fanno parte di ciò che l'industria definisce normative ESG, ovvero Environmental, Social and Governance (normative relative ad ambiente, etica e governance). Le normative determinano molti dei requisiti di questo settore, ma chi fabbrica i vari prodotti potrebbe anche dover soddisfare i requisiti specifici dei clienti.
Questo articolo (e i prossimi) esaminerà le principali normative che i produttori devono rispettare e fornirà una sintesi di alto livello di ciascuna di esse, oltre a fornire una serie di risorse che vi consentiranno di approfondire ulteriormente tali normative sulla conformità dei materiali.
REACH
REACH è una normativa sulla sicurezza gestita dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) che ha l'obiettivo di ridurre al minimo i rischi per la salute umana e i rischi per l'ambiente derivanti dalle sostanze chimiche. Essa impone all'industria chimica l'onere di garantire la sicurezza delle sostanze richiedendo un accurato processo di registrazione. Alcuni produttori di sostanze chimiche scelgono di non registrare le loro sostanze se i relativi volumi di vendita sono bassi e/o se non riescono ad ammortizzare i costi del processo di registrazione. Chi fabbrica prodotti elettronici e opera in Europa deve prestare particolare attenzione a evitare di dipendere da sostanze chimiche di processo che non vengono registrate e che, in Europa, risultano sostanzialmente obsolete.
Chi fabbrica prodotti elettronici, denominato "utilizzatore a valle", deve essere consapevole delle sostanze chimiche che utilizza direttamente nei suoi prodotti o che sono presenti nei componenti e nei materiali che utilizza. Alcune sostanze sono vietate in modo assoluto (sostanze soggette a restrizioni elencate nell'allegato XVII del regolamento REACH), altre possono essere utilizzate se rientrano in determinate soglie di volume annuo o se il produttore riceve l'autorizzazione al loro utilizzo (le sostanze soggette ad autorizzazione sono elencate nell'allegato XIV del regolamento REACH). Altre sostanze, note come SVHC (sostanze estremamente preoccupanti), possono essere utilizzate ma devono essere segnalate lungo la catena di fornitura a valle (ai clienti dei produttori) per garantirne un uso sicuro. Le SVHC sono elencate sul sito dell'ECHA1 e sono anche note come sostanze candidate all'autorizzazione. La maggior parte delle SVHC diventerà sostanza soggetta ad autorizzazione e poi sostanza soggetta a restrizioni.
REACH è una normativa orizzontale che si applica a tutte le aziende, a differenza della direttiva RoHS dell'UE, che si applica solo ai prodotti elettronici. REACH è una normativa che deve essere applicata direttamente nei Paesi dell'UE, mentre la direttiva RoHS dell'UE deve essere recepita nelle normative dei singoli Paesi dell'UE.
RoHS dell'UE e RoHS cinese
Le normative RoHS (Restriction on Hazardous Substance) (Restrizione d'uso delle sostanze pericolose) in vigore in tutto il mondo si basano in gran parte sulla direttiva RoHS dell'UE entrata in vigore oltre vent'anni fa. La direttiva RoHS originale dell'UE (Direttiva UE 2002/95/CE) limitava l'uso di sei sostanze pericolose (piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, PBB e PBDE) comunemente impiegate nella produzione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE). La direttiva RoHS originale cercava anche di affrontare il problema delle sostanze pericolose nel flusso dei rifiuti, richiedendo la gestione separata dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e fissando obiettivi per la raccolta, il recupero e il riciclaggio dei RAEE.
Nel 2011, la direttiva RoHS è stata rifusa e si è concentrata sulle restrizioni relative alle sostanze pericolose (RoHS 2) e su una normativa separata, incentrata sui RAEE. La rifusione della direttiva RoHS ha semplificato la normativa in modo da consentirne una gestione e un aggiornamento più facili attraverso una serie di allegati: categorie di AEE contemplate (allegato I), sostanze soggette a restrizioni (allegato II), esenzioni (allegato III), esenzioni specifiche per dispositivi medici e strumenti di monitoraggio e controllo (allegato IV).
Tale rifusione ha reso la conformità alla direttiva RoHS un requisito essenziale per ottenere il marchio CE (Conformité Européenne) dell'Unione Europea. I produttori sono tenuti a redigere una documentazione tecnica che dimostri la conformità dei loro prodotti alla direttiva RoHS, a redigere una dichiarazione di conformità UE e ad apporre il marchio CE sui loro prodotti, come mostrato di seguito:

La direttiva RoHS è una normativa "vivente" e che continua ad evolversi con l'aggiunta e la scadenza di esenzioni e con l'introduzione di ulteriori restrizioni su sostanze quali i quattro ftalati (DEHP, BBP, DBP e DIBP) aggiunti all'allegato sulle sostanze soggette a restrizioni (direttiva UE 2015/863). Va notato che alcuni operatori del settore si riferiscono genericamente alla direttiva UE 2015/863 come "RoHS 3", ma questo non è tecnicamente corretto e pensiamo che in futuro verrà introdotta una vera e propria RoHS 3.
La normativa RoHS cinese è strettamente correlata alla normativa RoHS europea, ma presenta alcune differenze sostanziali. La direttiva RoHS cinese è basata sulle stesse sei sostanze originali della direttiva RoHS dell'UE e prevede di aggiungere i restanti quattro ftalati inseriti nella direttiva RoHS dell'UE (DEHP, BBP, DBP e DIBP). Di fatto, la direttiva RoHS cinese non vieta però l'uso delle sostanze. Piuttosto, richiede l'uso di un'etichettatura che indichi la presenza di tali sostanze se al di sopra delle soglie riportate in una tabella specifica e non riconosce esenzioni come accade invece nella direttiva RoHS dell'UE. I requisiti di etichettatura includono anche l'apposizione del simbolo EFUP (Environmental Friendly Use Period) (Periodo di utilizzo rispettoso dell'ambiente) che indica che nessuna di queste sostanze supera le concentrazioni soglia (simbolo verde con una "e" all'interno di un cerchio di frecce che si inseguono) o il numero effettivo di anni prima che una qualsiasi di tali sostanze possa "fuoriuscire" (simbolo arancione con il numero di anni all'interno di un cerchio di frecce che si inseguono), come mostrano gli esempi.

RoHS del Regno Unito
L'attuale direttiva RoHS del Regno Unito è basata sulla direttiva RoHS dell'UE ed è simile ad essa. Il Regno Unito richiede una Dichiarazione di conformità del Regno Unito, un fascicolo tecnico ad essa associato che dimostri la conformità del prodotto e l'apposizione del marchio UKCA (UK Conformity Assessed) (Conformità del Regno Unito verificata) sui prodotti.

SCIP (Sostanze potenzialmente pericolose nei prodotti) nell'Unione Europea
I requisiti relativamente nuovi della direttiva quadro sui rifiuti dell'UE (WFD 2018/851) impongono ai fornitori di segnalare le sostanze SVHC contenute nei loro prodotti. Queste informazioni hanno lo scopo di migliorare la sicurezza degli utenti durante la vita utile dei prodotti e di migliorare la sicurezza dei lavoratori negli impianti di trattamento dei rifiuti, fornendo accesso alle informazioni sulla presenza e l'ubicazione delle sostanze pericolose, presenti nei prodotti, all'interno del flusso dei rifiuti. Pertanto, le informazioni contenute nella banca dati SCIP sono disponibili al pubblico, ai consumatori, agli operatori del settore dei rifiuti e alle forze dell'ordine.
A partire da gennaio 2021, le aziende che forniscono articoli contenenti sostanze SVHC presenti nell'elenco delle sostanze candidate REACH in concentrazioni superiori allo 0,1% devono inviare le informazioni relative a tali articoli alla banca dati SCIP gestita dall'ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche). Al 2 febbraio 2022, l'ECHA aveva ricevuto oltre 7 milioni di notifiche relative ad articoli provenienti da quasi 7.000 aziende.